Teatro Antica Roma

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All'inizio, il teatro non era solo intrattenimento, aveva anche un suo ruolo educativo

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Teatro e lettori nell’Antica Roma

di Roberto Bianchi

Lo stesso Nerone erano solito leggere in pubblico i suoi componimenti.
Molte delle serate nelle Domus patrizie, tra baccanali e vino, si trascorrevano ascoltando le ultime poesie scritte dagli autori del momento, nonché udendo gli antichi classici greci.

Anche per il pubblico semplice si cominciarono a proporre belle letture e il teatro iniziò a offrire luogo di piacevolissimo intrattenimento.
Le recite, per essere fruibili dalla massa divennero più semplici e alla commedia e alla tragedia si sostituirono farse e satire politiche, le così dette atellane, recuperate dall’antica tradizione dialettale osca.
I commediografi più apprezzati erano quelli come Plauto ed Ennio, Seneca e Stazio.
Le strutture che accoglievano l’evento diventavano sempre più curate e si eressero bellissimi teatri.
Non era tuttavia una professione apprezzata quella dell’attore, le compagnie erano composte per lo più da schiavi o liberti.

Una delle caratteristiche proprie del teatro romano, rispetto a quello greco, fu l’unione della musica alle recite.
Comparvero infatti, ad accompagnare mimi e spettacoli, i tibicen che con degli strumenti a fiato, si univano ai dialoghi degli attori, similmente a come suonatori di tromba erano presenti al Colosseo a far da sottofondo agli scontri gladiatori.

Il teatro non era all’inizio solo intrattenimento, aveva anche un suo ruolo educativo, c’erano rappresentazioni che cercavano di offrire argomenti di riflessione, ma si assisteva anche all’occasione, con la satira politica, di avere un mezzo, come accade anche coi comici di oggi, per coscientizzare il popolo riguardo a certi aspetti della vita cittadina.

All’inizio il teatro era simile a quello ellenico, con scarsissima scenografia e tutto era legato all’abilità degli attori, poi si iniziò invece a costruire palcoscenici sempre più curati fino a vere e proprie macchine di scena.

Per invogliare la plebe, il pubblico era sempre assai numeroso, si univano alle recite anche vari divertimenti come spettacoli offerti da giocolieri, danzatori e altre esibizioni assai animate, piene di suoni e di colori.
Piano piano così il teatro cominciò a perdere ogni intento educativo e divenne puro luogo di sollazzo, per onorare l’imperatore o l’alto magistrato che offriva lo spettacolo.

 

 

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