Mura Aureliane

Le Mura Aureliane sono di proporzioni straordinarie, si elevano poi ogni trenta metri con una torretta

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Le maestose mura Aureliane

19 km di mura

Nel III secolo d.C., con i germanici che premevano alle frontiere diretti al centro della penisola, ecco che si fece chiara la necessità di erigere imponenti difese.
Già Marco Aurelio (161-180 d.C.) aveva dovuto respingere i Marcomanni e i Quadi, che superando le Alpi Giulie avevano preso d’assedio Aquileia, ma fu sotto Gallieno (258-260 d.C.) che il bisogno di ricorrere ai ripari divenne impellente.
I barberi ormai erano al
limes (il confine) e minacciavano Verona, Milano e sempre Aquileia.
Si erano dovute far partire ben 5 campagne belliche e il pericolo continuava a incombere.


Si cominciò a proporre un sistema per tutelare la capitale, dato che il timore che i barbari giungessero a Roma era condivisibile da tutti, così Aureliano (270-275 d.C.) decise per la costruzione di poderose mura, proprio mentre lui era occupato in guerra a Palmira.

Le vecchie mura risalenti ai tempi della repubblica erano ormai prive di senso e l’Urbe venne dotata di novelle enormi costruzioni.

I lavori principiarono nel 271 e l’opera fu grandiosa e terminata poco prima della morte dell’imperatore da Probo, nel 275.

Lavorarono numerose corporazioni di muratori e si diceva che solo le mura di Costantinopoli potessero superare quelle Aureliane in bellezza e maestosità.

Il percorso totale delle mura giunge tutt’oggi a 19 km complessivi (13 miglia romane) e segue un particolare progetto atto a proteggere le zone costituite da certi palazzi e costruzioni, che sarebbero potute servire ai nemici per invadere la città, se presi come roccaforte conquistata.

Varie volte nel corso del tempo si operò per fortificare le mura, come fece Massenzio, o come fu fatto (per opera di Arcadio e Onorio) tra il 401 e il 402 per tema dei goti (ciò si può notare dalle diverse tecniche costruttive).


Le mura sono di proporzioni straordinarie, si elevano poi ogni trenta metri con una torretta per vigilare e presso il cammino di ronda, trovavano posto gli arcieri e le sentinelle. C’erano anche soldati, che con balestre e dardi, nel corso degli anni successivi continuarono a proteggere Roma nell’epoca di Silicone, il quale raddoppiò addirittura l’altezza dei muri com’è scritto sulle tre porte: Tiburtina, Prenestina e Portuense.


Le mura furono assai utili, anche se non impedirono le invasioni del 410 da parte dei barbari di Alarico, nel 455 dei Vandali e nel 472 dei barbari di Racimento.
Ulteriori modifiche e restauri si registrarono via via nel tempo, come all’epoca di Belisario nel 536.

Diverse parti sono ancora ben conservate, come l’Arco Augusteo in travertino.


L’opera è pronta per essere vista, restaurata recentemente dal comune di Roma, con percorso che conduce anche al Museo delle Mura e offre una bellissima panoramica della cinta, per altro con vicini giardini e in un bel palcoscenico naturale.

 

 

di Roberto Bianchi 

 

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