Al porto di Ostia giungevano in epoca imperiale ogni sorta di oggetti e cibarie dal continente africano. Persino le colonne del Pantheon arrivarono per intero dal Nilo ma le conoscenze tra Roma e l’Egitto sono assai più lontane, come riportato dall’ultimo numero della rivista “Archeologia Viva”.
Sia la civiltà Romana che quella Egizia ruotarono intorno alla fondamentale ricchezza dell’acqua: con il Tevere e il Nilo.
Antica alleanza riscontrabile nella storia è quella risalente al 273 a.C., con il re d’Egitto Tolomeo. Si trovano documenti e tracce in Livio riguardanti un trattato di amicizia richiesto addirittura nell’anno di fondazione di Roma dagli ambasciatori egizi.
Roma e la sua Lupa erano molto celebri e popolari presso i tolemaici e nella letteratura dei siti africani ciò è riscontrabile. Mentre Roma saliva alla potenza i rapporti si rinsaldarono sempre più. Gli scambi sono andati in entrambe le direzioni, anche a Roma troviamo evidenti tracce riferite agli egiziani.
Seneca, educatore di Nerone, era assai appassionato dai saperi dell’Egitto, come trasmise al suo discusso discepolo imperatore.
A villa Adriana sono state rinvenute sia l’effige del Tevere accanto alla Lupa che quella del Nilo.
La famosa divinità Iside è invece stata prodotta dal celebre francese Antoine-Guillame e rinvenibile in via Porta Latina.
Gli stessi culti egizi si diffusero assai a Roma e in Italia. Lo scambio tra le due civiltà, avvenuto nei secoli, ha permesso a entrambi i popoli di arricchirsi e crescere.
A Roma abbiamo piramidi e obelischi ma molti segni imperiali sono in Africa.
Roma conserva il maggior numero di obelischi del mondo, più dello stesso Egitto: ben quattordici.
La sfinge e la Lupa insomma rileggendo la storia sono assai vicine come potremo vedere alla mostra fino al 2 novembre 2008 a Castel sant’Angelo.
Roberto Bianchi