L’influenza della Roma antica si sente ancora oggi nella letteratura, nell’architettura, nell’arte, nella medicina, nell’ingegneria e nelle lingue contemporanee. L’influenza sulle lingue attuali parte dall’alfabeto che i romani svilupparono e usarono diffondendolo in tutte le terre che conquistavano.
Le lettere in stampatello che i romani usavano e leggevano sono le stesse che noi stessi usiamo e leggiamo oggi.
I cambiamenti maggiori ci furono nel medioevo quando, per esempio, la lettera V si divise in U, V e W. E già nel 300 d.C gli amanuensi elaborarono i caratteri creando lo stile corsivo.
Da questo alfabeto scaturì una lingua potente e solida quanto le costruzioni romane: il latino. Il latino è una lingua progettata con precisione, si può paragonare ad una vera e propria opera d’arte ed è per questo che viene insegnata da secoli nelle scuole occidentali, almeno fino a qualche anno fa, dove non solo chi studiava lingue classiche aveva la possibilità di imparare questa importante lingua. Conoscere il latino non significa soltanto poter leggere Orazio ma aiuta a capire i meccanismi che sono alla base della lingua italiana e di tante altre lingue.
Durante normali conversazioni, al giorno d’oggi il latino esce fuori con modi di dire che ci portiamo dietro da un lontanissimo passato e che ormai fanno parte del nostro modo di parlare come per esempio: alter ego, vice versa, sui generis, ignoramus, alma mater, carpe diem, in extremis... e così via.
La lingua, nella Roma antica era molto amata, tutto veniva messo per iscritto e il latino doveva essere letto e parlato in tutto l’Impero Romano. Questo è uno dei motivi principali per cui sappiamo molto sulla Roma Antica; tante informazioni sono arrivate a noi grazie alla lingua scritta.
P.Pisano