La millenaria vicinanza tra uomo e cavallo, con il profondo inserimento di quest’ultimo nello sviluppo della civiltà umana nelle varie epoche, ha prodotto nel corso dei secoli detti e proverbi che sintetizzano come solo la saggezza popolare sa fare, il senso del rapporto uomo-cavallo.
Anche nell’Antica Roma non sono mancati questi proverbi ed alcuni di essi sono arrivati fino a noi mantenendo lo stesso significato.
Ne descriveremo alcuni:
Equus me portet, alat rex
"Un cavallo mi porti ed un re paghi le spese" (Sotto forma di augurio)
Oculus domini saginat equum
Forse il più noto: "l’occhio del padrone ingrassa il cavallo"
Errat interdum quadrupes
Come dire che tutti possono sbagliare, se inciampa il cavallo che ha quattro zampe
Sero substractis reparas praesepe caballis
Molto usato: "chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati"
Durum est contra stimulum calcitrare
"È dura per il cavallo sotto lo sprone"
Solve senescentem equum ne peccet ad extremum ridendus et ilia ducat
"Il cavallo vecchio muore nella stalla dello stolto" - quindi una esortazione ad essere accorti
Si tibi parvus equus, tunc parvus erit labor
Equivale al nostro: "cavallo breve giornata corta"
Esse cupit mannus, sed ephippia ferre recusat
"Al cavallo piace più la biada che la sella" - ovvero più mangiare che lavorare
Quo minus copiae, minus insolentiae ferociam satietas parit
Oggi diremmo: “cavallo magro non sferra calci”
Equo ne credite teucri
"Cavallo troiano possibile inganno" - “qui gatta ci cova"
Uxor, equus, vestis e calcementa inhonestis dum conceduntur cum damno restituuntur
"Mogli, libri, e cavalli non si prestan mai"
Nux, equus et uxor verbere opus habent
Ormai poco in uso: “il cavallo con lo sprone, la donna col bastone”
Post equitem sedet atra cura
"Il male viene a cavallo e se ne va a piedi" - "Facile ammalarsi, più lenta la guarigione"
Benedetto Di Giulio