Nella via dei Fori imperiali, sulla sinistra, dove una ventina di anni fa era pieno di gatti, possiamo ammirare l’ultimo in ordine di costruzione e il più grande dei Fori Imperiali, quello costruito da Traiano.
Nell’ambito di tale monumento dalle gigantesche dimensioni, dopo due anni di lavoro, la città Imperiale si arricchisce di un nuovo museo: il museo dei fori imperiali nei Mercati di Traiano. Il tutto visibile all’aperto, con aggiunte, arricchimenti e esposizioni articolate in cinque sezioni, ricordando gli antichi cinque complessi forensi. Un viaggio nella storia che ci regala il racconto degli anni antichi. Il foro traianeo venne costruito tra il 107 e il 112 a.C., dopo aver spianato la collina che univa il Campidoglio al Quirinale.
Le dimensioni del foro, che fa da primo spettatore al museo erano enormi: 300 per 180 metri, con al centro una bella statua equestre dell’imperatore.
Quello che rimane oggi, oltre alla Colonna Traianea, è costituito dai resti del portico e dalle rimanenze di alcune abitazioni ivi site durante il medioevo. La storia architettonica dei fori si può leggere nel nuovo museo. Abbiamo la statua di Apollo Citaredo della metà del II secolo d.C.; altre figure scultoree in marmo pregiato; la statua acefala di un personaggio munito di corazza (loricato) e molto altro: tutto ciò presso la nuova struttura.
Si sono studiate le norme costruttive dell’età antica, si è cercato di rendere conto delle varie forme che avrebbero potuto rappresentare l’evoluzione architettonica.
Sullo sfondo gli edifici del Piccolo e Grande Emiciclo: ivi dalla fine dell’anno appena concluso, si può avere accesso al museo. Oltre alla restaurazione dei monumenti superstiti si è accresciuto l’importanza del tutto con percorsi guidati.
Era la tecnica del laterizio, l’ambito costruttivo seguito all’epoca di Traiano ma poi nel museo viene documentata tutta l’evoluzione delle epoche.
Si sono valorizzate testimonianze importanti: parte del tempio di Marte, ad esempio un capitello; una veduta del tempio dedicato a Marte Ultore ricostruendone una parte; parti della statua in bronzo di una Vittoria Alata. Si teneva assai alle decorazioni e ciò si può vedere attraverso il lavoro di restaurazione svolto con sommo godimento per ogni amante dell’archeologia. Ricordando la grandezza del foro Imperiale si ha modo di riflettere sull’unicità della potenza di Roma. Nei tempi imperiali, nel complesso dei cinque monumenti, si partiva dalla Colonna Traiana, si procede poi dalle biblioteche per vedere la Basilica Ulpia, il Foro propriamente detto con davanti i mercati e le due esedre. Dopo l’aula del Colosso si cominciava con tutti gli altri fori imperiali, ognuno con la sua piazza monumentale: il foro di Cesare, quello di Augusto e quello di Nerva, prima del Tempio della Pace. I mercati di Traiano ci mostrano due millenni di storia. Si crede che esso avesse la funzione di mercato ma non è certo, si può pensare alla presenza di varie botteghe ma i resti delle strutture parlano di varie funzioni da poter attribuire loro: si presuppone che vi fossero taverne ma anche aule di tribunale. Il tutto è stato arricchito, restaurato per quanto possibile, integrato con frammenti originali e non originali e si progetta di far crescere ancora il piano di lavoro. Spesso ci sono inviti che nel percorso museale invitano a pensare, il tutto insomma è davvero notevole e fruibilissimo.