Festa delle donne antica Roma

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La festa delle donne nella Roma antica dove il simbolo era la dea Giunone.

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La festa delle donne nell’antica Roma.

Un giorno particolare dedicato alla dea Giunone e alle donne.

Nell’antichità, l’anno cominciava a Marzo, finiva a dicembre ed era composto da 10 mesi.
Romolo chiamò il primo mese "Martius", in onore a Marte, il dio della guerra e dell’agricoltura.
In realtà, però, nel calendario delle feste dell’antica Roma, a capodanno non si festeggiava Marte (simbolo di virilità e forza procreativa maschile) ma sua madre Giunone che era considerata la protettrice della famiglia, delle nascite e della fertilità femminile. Quindi, il primo giorno del mese di Marzo e dell’anno, era consacrato alla dea Giunone.
Nella Roma antica, la festa delle donne, chiamata "Matronalia" si festeggiava in modo particolare. Le donne sposate (matronae) si riunivano per venerare la protettrice Giunone Lucina. Le portavano i fiori della Primavera. Mentre pregavano la loro dea, le donne intrecciavano delle erbe fiorite per farne corone da posare sul proprio capo. Nelle loro preghiere chiedevano a Giunone di aiutarle nel parto.
La dea Giunone era il punto di riferimento delle donne sposate e di quelle che stavano per partorire. Infatti, sembra che le donne romane in attesa di partorire, si scioglievano i capelli e pregavano la dea di concedere loro un buon parto senza dolore.
C’era anche una strana usanza alla festa delle donne: in quel giorno particolare, al momento della cena si invertivano i ruoli e le matrone servivano la servitù. Questo gesto insolito potrebbe sembrare addirittura rivoluzionario ma in realtà, il gioco dei due ruoli, serviva a sottolineare ancora di più i reali ruoli sociali. Per il resto dell’anno, i padroni si sarebbero comportati come tali e gli schiavi rimanevano schiavi.

P.P. 

 

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