Come al solito la rivista per appassionati e non di storia e archeologia, Archeologia Viva, ci offre anche nell’ultimo numero diversi articoli su Roma e Roma antica.
In particolar modo mi ha colpito e ha carpito la mia attenzione, la ricca analisi di Roma e della sua attenzione per il TRIONFO.
Le epiche vicende dell’impero, che dava sempre maggior estensione ai suoi confini erano infatti coronate e contornate dai trionfi degli imperatori, che così celebravano le eroiche gesta.
Per un combattente e per lo stesso imperatore, si trattava della massima ambizione quella di poter essere il protagonista del rito che consisteva nel suo cammino per l’urbe, attorniato dai popolani e dai patrizi a celebrarlo. Su un carro riccamente decorato e con la fronte sormontata d’alloro procedeva per le vie di Roma. Scrittori narravano poi la sua impresa e pittori nei secoli ne hanno lasciati indelebili ricordi.
Sono giunte sino a noi statue, trofei, monumenti e archi di trionfo. Poter celebrare un trionfo significava aver sconfitto in toto il nemico, era la massima soddisfazione per mostrare a tutti che ci si era prodigati col massimo coraggio a prò della patria, intesa come valore irrinunciabile. Tante sono le conclusioni che si possono trarre, per quanto riguarda la sfera delle mie conoscenze scientifiche, quelle antropologiche e pedagogiche, non posso far a meno di rilevare come il poter ricevere tributi di solidarietà per le nostre gesta e avere il consenso dei nostri simili ci rende tutt’oggi quanto mai lieti.
L’essere l’eroe di ritorno dalla battaglia, ricevere coppe ed essere portato in trionfo, significava esser grande vanto per tutto l’impero e così nell’urbe, per sempre s’imprimeva nella memoria del popolo il nome di un imperatore. Complessa era la funzione, la processione di grande effetto e momento per tutti di festeggiare.
Anni e anni di storia sono stati accompagnati dalla consacrazione degli eroi osannati da tutti, con parate, archi trionfali e anche cerimonie religiose che paragonavano l’eroe agli dèi.
Il vincitore veniva a essere persona da imitare per l’ardire e il cuore, era un esempio eroico di uomo dedito al bene di Roma e diventava sogno di chiunque riuscire un giorno a pareggiarne le gesta. Nell’attuale contingenza storica, con coloro che dirigono e rappresentano le nazioni, spesso dimentichi di dover essere primo esempio di onestà e dedizione al popolo, dovremo leggere con più attenzione il significato della pompa magna tipica della Roma Imperiale, che aveva anche e soprattutto un significato educativo.
In particolare c’è da segnalare al Colosseo, fino al 14 settembre l’esposizione “I trionfi Romani” che ha in tema proprio il Trionfo.
di Roberto Bianchi