Acqua Marcia

Molti degli antichi acquedotti sono tutt’oggi ben conservati e ci parlano di pilastri, colonne portanti, arcate.

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L’Acquedotto dell’Aqua Marcia

Roma, la città meglio servita di acqua del mondo antico

Abbiamo notizie precise sugli acquedotti e sulle conoscenze ingegneristiche dei Romani, del resto la capitale sorgeva proprio vicino al Tevere per l’importanza dell’acqua.

Molti degli antichi acquedotti sono tutt’oggi ben conservati e come un libro aperto ci parlano di pilastri, colonne portanti, arcate.

Gli acquedotti nascevano in base alla posizione della sorgente, ma poi prendevano il corso che il progettista doveva coprire, in base alla parte di città da rifornire.

Si rispettavano con calcoli precisi portanza e mura di sostegno, le fondamenta erano atte a sorreggere in maniera perfetta il peso dell’acqua e gli architetti erano davvero superbi.

Nel terzo millennio possiamo verificare ciò visitando e osservando le strutture dell’Aqua Marcia, che al presente rimangono tuttora tra le acque più importanti.

L’opera venne condotta dal pretore Q. Marcius Rex nel 144 a.C.. La sorgente aveva luogo nell’acqua dell’Aniene per un tragitto di 91 chilometri.
Il percorso seguiva le Mura Aureliane, fino a sboccare nella zone ove attualmente sorge quella che è la Stazione Termini per continuare poi fino all’ex ministero Delle Finanze.
Vari rami poi si dirigevano verso vari altri punti, tra i quali spiccava l’alto Campidoglio, prima di quell’epoca mai raggiunto dalle acque.

Con Aqua Tepula e Aqua Julia, fu possibile nel 5 a.C. lo scavalcamento dell’antica via Tiburtina.
Roma, grazie a queste opere era la città meglio servita di acqua del mondo antico, ciò era necessario, non solo per garantire di che bere e lavarsi, presso le case almeno dei patrizi, ma soprattutto per limitare gl’incendi date le tante strutture in legno.

di Roberto Bianchi 

 

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