Tarpea

Tarpea la coraggiosa fanciulla romana fedele alla patria.

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Tarpea e le tre leggende

di Roberto Bianchi scrittore senese

Non si finisce mai di scoprire Roma. Si può visitare l’immensa città per anni, vi si può trascorrere una vita, ma a ogni sampietrino, a tutti i monumenti, le strade e le vie si scoprono un pezzo di storia, un messaggio, un piccolo-grande tesoro di patrimoni culturali serbati con gran cura.
Sul pendio meridionale del Campidoglio, possiamo trovare una rupe che porta il nome di Tarpea e dalla quale venivano gettati i traditori.

LEGGENDE
Tarpea era una fanciulla romana, narrata dalla leggenda, che come al solito nella Capitale si fonde a tracce di realtà, in un misto tra serio e profano.
Riguardo a Tarpea esistono tre versioni diverse che ne raccontano le gesta, ora viene ricordata come un’eroina, ora come una traditrice.

PRIMA NARRAZIONE
Un racconto tradizionale ce la indica come innamorata del re dei Sabini, per il quale tradì Roma. Per punizione venne gettata dal Campidoglio, proprio dalla rupe che adesso porta il suo nome.

SECONDA NARRAZIONE
La seconda leggenda la narra come una coraggiosa ragazza che concluse un’alleanza con gli avversari, ma solo per poterli ingannare e farli catturare dai soldati Romani. Secondo l’accordo i Sabini avrebbero dovuto consegnare i propri scudi, così essi sarebbero rimasti senza difesa. I Sabini però la scoprirono e la uccisero.

TERZA NARRAZIONE

L’ultima leggenda che presento è forse la più nota e parla di Tarpea come di una fanciulla piena di vanità e alterigia, la quale voltò le spalle ai suoi concittadini, buggerò persino il padre comandante dell’esercito a difesa e fece strada ai nemici Sabini. I rivali poterono così far ingresso in Roma. In cambio Tarpea voleva i bracciali dei Sabini e pochi oggetti di valore. Insieme ai bracciali i Sabini le gettarono i loro scudi e presto ella perì sotto il peso di quegli oggetti preziosi ma fatali. (questa è la versione narrata da Plutarco)

ROMANITA’
Il messaggio che ci lascia la leggenda di Tarpea è quello di fedeltà alla patria.
Dev’essere un onore sentirsi parte della comunità entro la quale viviamo. E’ bello sognare un mondo di scambi e di unione, tuttavia mai bisogna perdere la propria identità culturale che ci fa comprendere e capire le nostre origini e noi stessi.

 

 

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