Spartaco

Un grande rivoluzionario dell'Antica Roma, il simbolo della libertà

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Il rivoluzionario Spartaco

L’uomo di grande forza fisica e straordinario coraggio

Non si sa molto della vita e della personalità di Spartaco, l’eroico schiavo. Si sa con certezza che era nato in Tracia e che militò in Macedonia nelle truppe ausiliarie romane fino al momento in cui diventò uno schiavo dopo aver tentato la diserzione.
Fu inviato a Capua nella scuola dei gladiatori dove fu subito considerato dai suoi compagni, un uomo coraggioso e di prestigio. Tentò un’altra fuga insieme ai compagni nel 73 a.C.
Una decina di loro si salvarono e riuscirono a sfuggire alla cattura; si rifugiarono alle falde del Vesuvio vivendo di preda.

Furono raggiunti presto da altri schiavi fuggiaschi e insieme formarono un valoroso gruppo capitanato da Spartaco.
Tra l’estate e l’autunno del 73 a.C sconfissero ben tre legioni romane che furono inviate per interrompere la ribellione e fu proprio così che gli schiavi ribelli si resero conto di essere diventati una temibile forza e che il loro capo era un uomo di valore straordinario.
Spartaco, oltre ad essere un uomo di grande coraggio e forza fisica era anche un eccezionale stratega e organizzatore al punto da riuscire a tenere uniti settantamila uomini di diversa origine che dovevano mangiare e procurarsi le armi.
Il nome di Spartaco divenne talmente famoso e leggendario che centinaia di schiavi accorrevano da ogni parte del mondo per arruolarsi nelle sue truppe.

Roma si sentì in pericolo.
Gli schiavi nell’antica Roma, costituivano manodopera gratuita sfruttata dall’aristocrazia nelle grandi proprietà terriere. Per l’aristocrazia, classe dominante a Roma, gli schiavi erano una componente fondamentale del loro mondo.
Una vittoria degli schiavi avrebbe compromesso il prestigio e forse la stessa esistenza di Roma, del Senato, della Repubblica romana.

Tra i collaboratori di Spartaco ci furono Crixo e Enomao compagni della fuga da Capua. Crixo propose a Spartaco una marcia su Roma. Spartaco non era daccordo, la riteneva prematura, preferiva evitare uno scontro decisivo, guadagnare tempo e aprirsi la via al Nord, varcare le Alpi e stabilirsi a nord della Dalmazia.
Crixo prese la sua strada seguito da una parte dei ribelli.
Falliti i primi tentativi di repressione, Roma spedì ad affrontare le bande di ribelli, i due consoli in persona che riuscirono soltanto a rendersi conto della divisione tra Crixo e Spartaco.
Mentre Spartaco si dirigeva a Nord, nei pressi di Modena si scontrò con due legioni romane e le sconfisse duramente.

Per Roma furono momenti di grande paura, si aspettava l’assalto degli schiavi da un giorno all’altro e lo stesso Spartaco iniziò a ritenere possibile una marcia sulla capitale perché si diresse di nuovo verso sud e sconfisse altre due legioni.
La marcia su Roma, comunque, non ci fu e probabolmente Spartaco aveva in mente di dirigersi in Sicilia e farne una base solida da dove poter tornare strategicamente all’attacco al momento giusto.
Tuttavia, non ci fu nemmeno lo sbarco in Sicilia perché qualcosa andò storto e gli schiavi si trovarono chiusi nell’estremo della Penisola dove l’avversario si stava avvicinando con le truppe richiamate dalla Macedonia e tutte le riserve di cui disponeva.

Spartaco e le sue truppe fu accerchiato e riusci a difendersi in alcune circostanze ma non riuscì a raggiungere Brindisi, come voleva, per imbarcarsi con le truppe alla volta dell’Epiro.
Il territorio libero, ormai era solo un miraggio e Spartaco abbandonato da parte delle truppe stanche, fu costretto ad accettare la battaglia nel 71 a.C che diventò una carneficina.
Circa sessantamila schiavi furono uccisi sul campo, compreso lo stesso Spartaco, altri tentarono la fuga ma furono sterminati e circa seimila furono catturati per essere crocefissi lungo la Via Appia.
Nonostante la sconfitta, il tentativo disperato di libertà di quegli uomini restò vivo nel tempo e nella storia e Spartaco divenne il simbolo della Libertà.

 

 

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