Rea Silvia

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La vestale Rea Silvia madre dei due gemelli Romolo e Remo.

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La Vestale Rea Silvia e la leggenda

Rea Silvia e i due gemelli Romolo e Remo

Mentre la lupa capitolina allatta i gemelli, mi viene in mente la leggenda sulle origini di Roma, non quella che ritiene Rea Silvia discendente di Enea, ma la narrazione che la racconta costretta dal crudele zio Amulio a divenir vestale e quindi a dover fare voto di castità.
Amulio aveva detronizzato il babbo di Rea Silvia, Numitore, ed ella non poteva portare prole in grembo.
Tuttavia Rea Silvia s’innamorò di Marte e da lui ebbe i due gemelli Romolo e Remo.
A nulla servì avere un compagno divino, le vestali che non rispettavano il voto venivano punite: essa venne imprigionata e poi affogata.
Romolo e Remo vennero abbandonati in una cesta lungo il Tevere e allattati dalla celebre lupa.
Saranno poi ritrovati dal pastore Faustolo che li crebbe insieme alla moglie.
Una volta cresciuti i gemelli vendicarono la madre spodestando dal trono il malvagio zio Amulio.

MESSAGGIO DELLA LEGGENDA

Il messaggio principale, secondo un’ottica educativa è quello della vittoria del bene sul male: eterno dilemma.
La crudeltà di Amulio sarà vinta dalla giustizia dei due piccoli gemelli, avvertendo l’uditore della leggenda che prima o poi la cattiveria viene punita.

QUADRI E ARTE

Celebre raffigurazione di Rea Silvia è quella di Rubens, la vestale si vede dopo l’unione carnale con Marte e in primo piano ci sono i gemellini con la lupa.
Il volto di rea Silvia appare candido e luminoso mentre sullo sfondo si muove felpato lo zio Amulio.
Personalmente (in quanto senese) ricordo la statua di Jacopo della Quercia, che si trova nel museo senese di Santa Maria della Scala e che raffigura la vestale con in braccio uno dei gemelli e con davanti, tenendo la sua mano, il fratellino.

di Roberto Bianchi scrittore senese 

 

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