LA VITA
Arpino 106 a.C.-Formia 43 a.C.
Lunghissime sono le biografie relative al grande personaggio, studioso e uomo politico, Cicerone Marco Tullio.
Egli fu oratore, filosofo stoico e cittadino attivo (la cittadinanza Romana fu estesa alla città di Arpino proprio durante la sua giovinezza).
Nacque in quella che oggi è la provincia di Frosinone e da subito amò gli studi, tanto da porre la ricerca della Sapienza al centro della sua indagine di studioso per tutta la vita.
A Roma, insieme al fratello, ricevette educazione assai colta e dopo aver prestato servizio militare cominciò la sua carriera di oratore, mlto apprezzato dagli ascoltatori.
Per migliorare le sue conoscenze si preoccupò di recarsi in Grecia ad attingere la saggezza Classica.
In carriera politica si fece notare per l’integrità e la dirittura morale.
Dopo l’epoca di Silla venne il tempo di Cesare e Pompeo e fu proprio Cicerone ad accorgersi della congiura di Catilina. Dovette scegliere varie volte l’esilio, a seconda che in Roma primeggiasse l’una o l’altra parte.
Dopo l’assassinio di Cesare, a lui inviso, optò per tornare in politica con posizione moderata, ma presto scelse nuovamente di allontanarsi da Roma per ritirarsi nelle sue ville sul Tirreno e continuare con gli studi filosofici.
Presto si fece sostenitore del giovane Ottaviano, intuendone le capacità e proprio per questo, i sicari di Antonio lo uccisero.
IL SUO PENSIERO
Essendo già numerose le narrazioni relative al Cicerone politico, a noi piace invece sottolineare il regalo che fece il grande oratore al popolo di Roma, offrendo studi approfonditi sulla filosofia e rendendone chiare tante pagine. Bellissimi sono i suoi discorsi sul bisogno di rendere paritari ricchi e poveri, senato e popolo.
Testimone degli ultimi cinquant’anni di Repubblica, ci offre nei suoi numerosissimi scritti accurate notizie sulla mentalità dell’epoca ed è quindi da ritenere utilissimo studiare e approfondire il suo discorso filosofico per comprendere Roma.
Cicerone fu innanzitutto filosofo e scrittore, ma anche uomo politico e avvocato, proprio nel periodo coincidente con gli ultimi anni della Repubblica Romana, ormai avviati verso quello che sarà l’Impero. Celebri furono le pubbliche orazioni di Cicerone, così come le opere scritte di retorica e filosofia, non solo per lo stile che fu d’esempio a tutti i classici latini, ma anche per l’acutezza del suo parlare e vergare su foglio. Come politico operò a tal punto da essere definito Padre della Patria, tanto fu il suo interesse per Roma. Tesi e trattati esistono sulla filosofia di Cicerone, ma noi qui vorremmo trattare della sua idea sul ruolo del genitore e delle sue idee sulla famiglia. La famiglia, com’egli la intendeva, era cellula fondamentale della società. Si dedicò assai ai figli, addirittura la sua privilegiata fu Tullia (che purtroppo morì giovanissima) pur essendo ella nata in prime nozze. Cicerone fu padre assai affettuoso anche nei confronti di Marco, come si capisce dalle sue lettere. Solo coi suoi figli il celebre uomo trovava conforto nel dispiacere per i suoi fallimenti politici. Scrisse che gli bastava un sorriso dei suoi cari per dimenticare ogni pena e ogni tristezza, dedicandosi loro con tutto sé stesso e affermando della fondamentale opera che debbono svolgere i genitori. Scoprendo insomma Cicerone possiamo leggere di storia della pedagogia, di ruolo di padre e madre, degli splendidi doveri che il capo famiglia e la genitrice hanno. Alla base di ogni nazione dovrebbe essere l’educazione e questo Cicerone lo aveva ben compreso. Solitamente si studia la storia senza mai pensare a chi l’ha scritta vedendolo come uomo, andrebbe invece approfondita una visita alle gesta di Cicerone proprio considerandolo soprattutto come persona, prima ancora che politico per poter così analizzare aspetti importanti: proprio come il suo concetto di famiglia. Dagli storiografi di ogni epoca è stato definito poco lungimirante, anche perché molti erano i suoi progetti utopici, con il sogno di rimanere attaccato alla tradizione mentre Roma andava evolvendo; interessa però sottolineare il suo amore per la filosofia, che riteneva fondamentale per Roma, per l’uomo, per la comunità umana. Anche noi riteniamo che a tutt’oggi, troppo spesso si disattenda ai ragionamenti e la filosofia dovrebbe essere materia assai più considerata. Per Cicerone la filosofia era medicina dell’animo.