Era agosto, tra il 24 e il 25 del 79 d.C. Nel breve tempo scandito da poche ore, l’antica Pompei fu sepolta da lapilli e cenere. Ercolano travolta dal fango, un’onda altissima di cenere e acqua. Altri centri della zona vesuviana subirono la stessa sorte.
Gli abitanti di Pompei morirono, sorpresi dalla catastrofe. La maggiorparte dei pompeiani rimase soffocata dai gas del Vesuvio, mentre altri rimasero intrappolati sotto le macerie degli edifici crollati.
In Campania, l’imperatore Tito, formò una commissione dedicata ai soccorsi ma l’antica città era sommersa, cancellata, sparita. Nel corso dei secoli si perse memoria dell’esistenza di Pompei.
La città, aveva alle spalle una lunga storia. Già nel VII secolo a.C. si formò il primo nucleo urbano, sotto l’influenza greca ed etrusca. A partire dal V secolo a.C. si ampliò notevolmente con l’arrivo di popolazioni sannitiche. Dopo l’80 a.C. raggiunse l’apice con una colonia di veterani romani stanziati da Silla. Purtroppo, però, nel 62 d.C, Pompei fu protagonista di un’altra tragedia: il terremoto. Una catastrofe che provocò distruzione e i danni furono talmente importanti che Pompei divenne, per lungo tempo, un grande cantiere di ricostruzione. Quando la città fu sorpresa dall’eruzione del Vesuvio, i lavori di restauro erano ancora da completare.

Foto di Paolo Vitale (profilo facebook)
P. Pisano