La Pettinatura della Matrona

S ·  M ·  L ·  XL

Come si preparava una matrona nell'antica Roma... la pettinatura, le vesti, i gioielli.

  HOME >> Frammenti di Roma >> La Pettinatura della Matrona

COME SI PREPARAVA LA MATRONA

La pettinatura era molto importante

Se per l’uomo romano erano molto importanti la rasatura e le pieghe della tunica, per la Matrona, signora della Domus, la preparazione era diversa e  lunghissima.

Se i plebei dormivano in letti coniugali per una questione di spazio, i patrizi avevano, non solo ognuno il proprio letto, ma anche camere separate e la matrona aveva tutto il tempo per prepararsi.

Alzarsi era semplice, dato che si usava coricarsi con già indosso la biancheria intima e bastava calzare i sandali, ma dopo avveniva tutta una preparazione lunghissima. Veloce poteva essere il bagno ma affare davvero non dappoco, invece, era la capigliatura, che richiedeva sempre tantissimo tempo per trovare la pettinatura acconcia: si andava dalle trecce ai riccioli, acconciature alzate in più piani con fronte libera e ornamenti di artistiche pettinatrici, chiamate ornatrices che facevano vere e proprie opere.
Se il risultato non era gradito, poi, erano strilla e rimproveri, o anche punizioni, perché alla pettinatura si teneva moltissimo.

Pettinature delle Matrone Antica Roma Per le padrone calve c’erano tuttavia parrucche e trecce posticce, che rendevano l’operazione meno lunga, con gran piacere delle ornatrices.

 

 

Vestire ed ornare la matrona

Le ornatrices tuttavia non terminavano qui dovendo anche depilare braccia e gambe e ritoccare le ciglia, nonché dare la biacca nei punti degli arti che risultavano troppo poco color latte.
Sul ripiano stavano tanti vasetti, con linimenti, oppure antimonio o polvere di fuliggine per contornare gli occhi.

C’era da decorare con fibule, gioielli e anelli e sempre alle ornatrices spettava il compito di pensare a orecchini e collane.
Veniva poi la volta delle cameriere che pensavano a vestire la matrona: mettendo la tunica ornata a volte da ricami d’oro, annodando la cintura (zona) e avvolgendo lo scialle che dalle spalle cadeva dietro fino ai piedi, sottolineando l’alta condizione sociale.

Tuttavia la linea dei vestiti non era tanto diversa da quella dei mariti, si distingueva soprattutto per il pregio delle stoffe, che per le donne erano assai raffinate con materiali che proveniva da paesi esotici, trasportati dalle carovane che portavano sete e tessuti d’Oriente.

Per finire la matrona si metteva da sola un diadema , o in mancanza di esso anche una bandana color porpora, mentre si ornava il collo in genere con un bel fazzoletto annodato. Un altro fazzoletto lo teneva al braccio, per detergersi la fronte madida o per levare la polvere (ma secondo alcuni si era già preso l’uso di soffiarsi il naso).

Al termine di questa lunghissima preparazione, finalmente si poteva uscire verso le vie della città dove cominciavano le pubbliche relazioni che alla matrona spettavano, in attesa del banchetto serale al quale avrebbe partecipato.

Roberto Bianchi 

 

c/o GRAFOPOLI • Roma ITALY • redazione@colosseo-roma.it
web-design
FEED RSS2.0