Fra il popolo romano c’erano uomini attivi facenti parte di corporazioni di mestieri e che presto uscivano di casa, ma anche tanti oziosi; i patrizi, invece vivevano per lo più di rendita, campando grazie ai possedimenti terrieri.
La loro occupazione principale erano le terme e i banchetti serali, ai quali si faceva sovente mattino, assistendo a piccoli concerti, operette, spettacolini pagati dal padrone della Domus che aveva allestito la festa. Il padrone aveva alle sue dipendenze molti servi e anche i liberti, in ringraziamento continuavano a fare per lui servigi d’ogni sorta.
Era una scala gerarchica, ognuno guardava a chi gli stava di sopra nella scala sociale e dal più povero al più ricco si facevano via via, ogni giorno, visite di onorificenza cosicché molte ore della mattina erano occupate da obblighi clientelari e colloqui che si rendevano a chi stava sopra nel gradino dei ceti.
Roma, insomma, era tutto uno scambio di cordialità e ossequiosi saluti, con il ricco che ringraziava elargendo denaro o vettovaglie. Le case dei dominus così erano un andirivieni di tribuni, cavalieri, popolani, liberti e semplici cittadini, che portavano con loro, le sportule da riempire con i doni e vestivano toghe in atto di rispetto; toghe che tra l’altro, provvedeva lo stesso signore a donare loro, tante erano le visite.
I patrizi quindi, non svolgevano un vero e proprio mestiere, come nell’età repubblicana quando erano parte del senato, in tempo imperiale, avendo le genti ricche già accumulato ingentissimi capitali, essi avevano potere politico e religioso ma le loro ore trascorrevano senza reali occupazioni.
Con il passare degli anni, fino ad arrivare al terzo secolo dopo Cristo, i patrizi cominciarono a decadere, dato che commerci e attività artigianali iniziarono a fruttare ricchezze anche per gli altri.
Nel romanzo Quo vadis è narrato con attenzione ciò che avveniva presso i triclini preparati nelle domus durante le feste, si mangiava di tutto e si assisteva ad esibizioni osé, con libagioni e lusso.
I luoghi erano sempre ricchissimi, con statue d’alto lignaggio nei giardini e le ore che trascorrevano accompagnati dalle cetre e dal vino. Anche l’imperatore, il più alto nella scala gerarchica, partecipava a queste serate.
di Roberto Bianchi