Presso il focolare, seduta sulla sua sedia a dondolo e con i ferri da calza sulle ginocchia, la saggia nonna veniva invocata dai nipotini, come accadeva una volta:
“Dai nonna Betta raccontaci una storia!” sorridevano i piccoli, in attesa di una bella favola".
L’anziana nonna Betta allora cominciò:
“Sapete come mai i romani sono famosi per la loro generosità?... Ve lo racconterò io con la leggenda antica dei gatti del Colosseo".
Dunque, c’era una volta un nutrito numero di mici che vivevano presso le mura del grande edificio destinato al circo. Pane et circensis, si diceva infatti, cosicché l’imperatore si avvicinava al popolo offrendo pagnotte e spettacoli. Di notte il Colosseo si riempiva di gatti, quando plebe e patrizi avevano lasciato le tribune.
Quella notte il firmamento era particolarmente stellato e Cassio, un giovane Romano decise di andare per le vie della città ad ammirare l’Urbe. Insieme a lui c’erano tutti i suoi giovani amici, suoi coetanei. Si divertivano e schiamazzavano, finché giunsero alle superbe mura del Colosseo. Tra gli archi sbucavano gatti dappertutto che miagolavano e chiedevano cibo.
‘Cosa me ne verrà in cambio se vi darò un pezzetto della mia pagnotta?’ chiese Cassio al re dei mici.
Il saggio felino si mosse col suo statuario passo. Era imponente e leggiadro allo stesso tempo.
‘Zeus ti ha regalato la vita e la gioia di vivere in Roma, senza chiederti nulla in cambio!
Gratutitamente hai ricevuto e gratuitamente devi dare!’ disse il re dei felini.
Cassio aveva capito. Lui e tutti i suoi amici cominciarono a lanciare le loro pagnotte verso il centro del Colosseo e i mici fecero piazza pulita di tutto.
Da quel giorno, nei cuori di ogni romano è rimasta la consapevolezza della felicità di dare senza chiedere nulla in cambio.