Il maestro racconta la Roma Antica

Giul non aveva voglia di seguire la lezione ma il maestro raccontò un episodio dell'epoca Romana...

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Il racconto sull’epoca Romana

di Roberto Bianchi pedagogista e scrittore

Quella mattina Giul andò a scuola più svogliato del solito. Posò la cartella piena di libri sul banco e stancamente si sedette.
Quando il maestro entrò, lui non aveva tanta voglia di seguire la lezione. Il mondo gli sembrava davvero brutto. Tutti pretendevano da lui risultati e si sentiva continuamente in lotta. L’insegnante però gli narrò una cosa che lo fece sorridere e vedere l’umanità secondo un’ottica più rosea.
“Stamani parleremo di storia!” disse il docente dalla cattedra, poi si alzò e cominciò a girare tra i banchi mentre spiegava la materia, per farsi sentire più vicino dagli allievi. Il racconto era riferito all’epoca Romana e il maestro mentre narrava faceva partecipare i fanciulli ponendo loro domande e invitandoli a prender parte alla lezione.

Un’atmosfera magica si era creata quella mattina in aula. Pareva di rivivere l’età imperiale. I bimbi immaginavano d’indossare le tuniche e di essere ora magistrati ora gladiatori.
“Pensate al circo, ai giochi dell’antica Urbe, alla vita della capitale dell’impero!” diceva il maestro.
“A me non piaceva affatto la condizione dei plebei!” disse Walt. Allora tutti cominciarono a immaginare che come al solito il mondo si era diviso secondo i ceti, che l’imperatore pensasse soltanto ai festini e nessuno si preoccupasse dei poveri. L’insegnante allora stupì ognuno.
“Grande insegnamento, per l’epoca attuale, con tanti Paesi che sono fin troppo agiati nel benessere, erano le azioni dell’imperatore che era anche pontefice massimo e nel nome degli dèi si preoccupava di chi non aveva pane!”
Il maestro inscenò la distribuzione dei pani alla plebe da parte dello Stato, in quell’epoca tanto lontana ma nella quale, a differenza di oggi, si sfamava chi non aveva la possibilità di vivere.
S’immaginarono le scene dei miseri e dei tapini che correvano verso il carro con le pagnotte che l’imperatore offriva, in un clima di gran festa e con la preoccupazione che nessuno morisse d’inedia.

Giul fu contento quella mattina e continuò a giocare tutto il giorno. In cameretta sua aveva nell’armadio cartoncino e forbici e creò un carretto colorato immaginando che in esso stessero le pagnotte da distribuire a tutti.
“Così il mondo non morirà più di fame!” diceva e si trastullò in questo sentimento fraterno, deciso a non andare mai più svogliato a scuola.

Quel racconto sulla Roma Antica aveva in sé davvero qualcosa di magico!!!

 

 

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