Il Mondo piatto

nel mondo non c’erano più le forme belle delle statue né le fantastiche costruzioni: tutto era una linea retta.

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Sparirono le forme ed i colori

di Roberto Bianchi pedagogista e scrittore

Tanti e tanti secoli fa, ai tempi in cui la Berta filava, accadde un giorno che gli uomini smisero di ridere e di essere allegri. Tutto s’intristì e il mondo divenne piatto.
Non c’erano più le forme belle delle statue né le fantastiche costruzioni: tutto era una linea retta. Sparirono i cerchi, le colonne, i quadrati e i pentagoni. Scomparvero persino i trapezi e ogni tipo di poligono.

Le linee rette erano tremende, sia perché qualsiasi cosa era uguale, sia perché, viste di lato si notavano abbastanza bene, ma di fronte apparivano come dei punti. Oltretutto, essendo le linee rette assai acuminate, ognuno, essendo linee rette oggetti, animali e piante ma anche uomini e donne, ciascuno aveva la punta acuminata e poteva scontrarsi con l’altro pungendolo e ferendolo a morte.
“La Terra non ha più forme!” si davano pena tutti.
Tra tutte quelle linee rette e le punte, la vita era divenuta monotona e guerresca.
S’incrociavano le linee e si scontravano con il loro vertice aculeato, tra stragi e combattimenti.

Una volta, tra tutto quell’orrore e quella mestizia, si lesse su un antico libro che la storia narrava di una città piena di gioia e felicità, nella quale tutto era contornato da statue e da fontane, con tanti drappi colorati dietro all’imperatore in trionfo e anche la via imperiale.
Si trattava di una città magica e tutti si misero a guardare le figure del bel libro.
Si vedevano le corse in biga e le tante feste. Erano bagordi ogni giorno, nella gaiezza della vita intorno alle colline di Frascati, con costruzioni eccezionali per ogni sorta di divertimento: perché il cielo vuole che anche in Terra gli uomini possano vivere allegri.
“C’erano le piscine pubbliche!” commentò una delle linee rette più aguzze, osservando le illustrazioni nelle quale si vedevano plebei e nobili godere dell’acqua delle vasche offerte dai Cesari.

Come avrete capito si trattava della Roma imperiale. I Romani si divertivano assai e facendo ciò rendevano l’esistenza bella e gioiosa.
Le linee rette vollero ritornare a quei tempi di letizia. “Cacciamo via l’odio e l’astio verso il prossimo!” venne deciso.
Ci si mise a giocare e ridere tutti insieme. Tornarono le forme e i colori. C’erano cerchi, poligono vari, esagoni e ottagoni.
La vita fu bellissima emulando l’epoca della Roma Imperiale e tutti re-impararono a vivere felici.

 

 

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