Il sole estivo rendeva il palcoscenico di Roma più bello e fantastico del solito.
C’erano turisti in ogni via, come al solito: orientali e occidentali, genti dalla carnagione chiara oppure scura, etnie di lingua settentrionale o verbo del sud.
“…Ma cosa ha Roma di tanto particolare, unico e impareggiabile?” era il pensiero che figurava nelle menti del cinese come dell’americano, del francese come dell’australiano.
Nessuno riusciva a comprendere cosa è che contraddistingue l’Urbe da ogni altro luogo della Terra.
Fu un mattone di San Pietro a spiegare agli astanti cosa è che rende unica la Città Eterna.
Si mise magicamente a parlare e non solo, per prodigio parlava con una lingua che era fruibile da tutti, ovvero quella dei sentimenti ma soprattutto disse cose che rimasero per sempre scolpite nei cuori e nei cervelli di ogni turista.
“Noi palazzi e tempi, case e strade della Roma Antica continuiamo a narrare e spiegare lo splendore delle cose belle della storia. Le generazioni passate attraverso di noi possono continuare a parlare, raccontare e testimoniare. Siamo mattoni vivi. Non c’è solo l’armonia dei palazzi, c’è in noi il sentimento!”
Era quella la chiave di Roma Caput Mundi, il riuscire a spiegare l’epoche passate per far comprendere il presente: lo facevano le superbe chiese e la via Imperiale, le costruzioni del Campidoglio e il Colosseo.
Ogni mattone di Roma lo sa fare e lo farà per sempre, offrendo il respiro di secoli di glorie come di peripezie tuttavia tutto per non far dimenticare alle genti gl’insegnamenti delle epoche trascorse.
Non si tratta solo dell’aspetto, è qualcosa che va oltre la bellezza del Granicolo come di san Pietro, si tratta di una magia che viene dai cuori e dai sentimenti. Così, dai palazzi e dagli edifici si comprende quanto fosse vera l’affermazione di Victor Hugo:
“Dalla conchiglia si può capire il mollusco, dalla casa l’inquilino!”
Roma non è solo bellissima: è viva e parla.