Uno dei più celebri storici Romani, il più noto dei tempi dopo Augusto, fu Tacito.
Le sue opere sono importantissima fonte di notizie su guerre, difesa di Roma dai barbari, momenti epici assai importanti e spezzati di vita quotidiana.
Importantissimi sono i suoi annali, maestri di storiografia che analizzano la storia di Roma dal 14 al 68 d.C. anche se non ci sono purtroppo giunti per intero.
Tacito descriveva con cura i personaggi dei suoi scritti e notevole è approfondirlo per una bella visione della Roma sia repubblicana che imperiale.
Ecco come cominciano gli Annales:
TACITO
ANNALES
1. [14 d.C.]. Roma in origine fu una città governata dai re. L’istituzione della libertà e del consolato spetta a Lucio Bruto. L’esercizio della dittatura era temporaneo e il potere dei decemviri non durò più di un biennio, né a lungo resse la potestà consolare dei tribuni militari. Non lunga fu la tirannia di Cinna né quella di Silla; e la potenza di Pompeo e Crasso finì ben presto nelle mani di Cesare, e gli eserciti di Lepido e di Antonio passarono ad Augusto, il quale, col titolo di principe, concentrò in suo potere tutto lo stato, stremato dalle lotte civili. Ora, scrittori di fama hanno ricordato la storia, nel bene e nel male, del popolo romano dei tempi lontani e non sono mancati chiari ingegni a narrare i tempi di Augusto, sino a che, crescendo l’adulazione, non ne furono distolti. Quanto a Tiberio, a Gaio, a Claudio e a Nerone, il racconto risulta falsato: dalla paura, quand’erano al potere, e, dopo la loro morte, dall’odio, ancora vivo. Di qui il mio proposito di riferire pochi dati su Augusto, quelli degli ultimi anni, per poi passare al principato di Tiberio e alle vicende successive, senza rancori e senza favore, non avendone motivo alcuno.
di Roberto Bianchi