Properzio

Propezio, il poeta latino che cantava l’amore, la passione e il tormento

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Propezio, Sesto (Assisi 50 ca. a.C.-Roma 15 ca. a.C.)

Apprezzato poeta latino, frequentava il circolo di Mecenate e la corte imperiale cantando l’amore.
Le sue elegie narrano sempre della donna amata, chiamata Cynthia, o comunque argomentano di scene di cuore, di tormenti e passioni legate ai sentimenti.
Come poeta-amante si sente servitore della donna.
A corte presentò lavori di tema romano.

Proponiamo un esempio delle sue Elegie:

PROPERZIO

ELEGIE
Cinzia per prima catturò me misero con i suoi occhi,
me, che prima non ero stato conquistato da nessuna passione.
Allora l’Amore mi fece abbassare gli occhi si solito orgogliosi
e mi premette la testa, con i piedi posti sopra,
finché malvagio mi insegno ad avere a noia le ragazze
virtuose, e a vivere senza alcuna regola.
Così questo furore amoroso non mi abbandona ormai da un intero anno,
nonostante sia costretto ad avere avversi gli dei.
Milanione non sottraendosi ad alcuna fatica, o Tullio,
fiaccò la superbia della crudele figlia di Iaso.
Infatti ora vagava fuori di sé nelle caverne del Partenio,
ora quello andava a trovare le feroci fiere,
persino una volta ferito dal colpo della clava di Ileo
levò il suo lamento sulle rupi dell’Arcadia.
In questa maniera poté quindi domare la veloce fanciulla:
in amore valgono tanto le preghiere e le attenzioni.
Invece per me Amore non escogita nessun espediente,
né si ricorda di percorrere le vie conosciute come una volta.
Mentre voi, che possedete l’ingannevole arte di tirare giù la luna
e che avete l’incarico di fare sacrifici propiziatori,
orsù dunque trasformate i sentimenti della mia signora,
e fate che diventi più pallida del mio viso!

di Roberto Bianchi 

 

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