Persio Flacco, Aulo

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Persio Flacco compose satire che canzonavano il malcostume dei tempi dell'età imperiale.

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PERSIO FLACCO, Aulo (Volterra 34-Roma 62 d.C.)

Compose in età imperiale notevoli satire a canzonare il malcostume dei tempi, cercando di esaltare l’importanza della libertà interiore, contro l’avidità e la cupidigia.

Rispetto a grandi, come Orazio o Lucilio, in Persio manca quel fine umorismo che non rese troppo apprezzate le sue satire e anzi ricevette spesso critiche, sebbene nei secoli successivi lo lodarono persino Dante e Petrarca.

Ecco un esempio delle sue satire:

PERSIO
Non ho mai bagnato le mie labbra alla fonte del cavallo,
né di aver mai sognato sul Parnàso dalle due cime
mi ricordo, per diventare così improvvisamente poeta.
E le fanciulle dell’Hélikon e Pirene che rende pallidi
le lascio a coloro alle cui immagini s’abbracciano
le edere rampicanti; io mezzo rustico quale sono
porto i mei carmi alla festa dei vati.
Chi ha fatto pronunciare al pappagallo il suo ‘salve!’
e chi ha insegnato alla gazza a tentare di pronunciare le nostre parole?
il maestro dell’arte, l’elargitore dell’ingegno,
il ventre, abilissimo nell’imitare anche le voci negate dalla natura.
Ma se rifulgerà la speranza del denaro ingannatore,
potrai credere che i corvi poeti e le gazze poetesse
cantino un canto dolce come il nettare di Pégaso.

Roberto Bianchi 

 

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