Dalla Spagna terra natia, Marziale si trasferì presto a Roma, apprezzato dagli imperatori Tito e Domiziano, anche se condusse vita povera e piena di stenti.
Famoso per gli epigrammi ma anche per i grandi commenti che scrisse per l’apertura dei giochi al Colosseo, quando nell’anno 80 avvenne l’inaugurazione sotto l’impero di Tito.
Nei suoi epigrammi viene messa a nudo, con satira e ironia, la natura umana, con spunti sottili a commentare avarizia, insincerità e grettezza.
Ecco come si scusava con l’imperatore nei suoi epigrammi, che consistono in una raccolta di ben 12 libri:
Epigrammi
Marziale
Se per caso ti capiteranno tra le mani i nostri libriccini,
potente imperatore del mondo, non aggrottare la fronte.
Sei abituato agli scherzi subiti nella gloria del trionfo:
il generale non si vergogna di essere oggetto di scherno.
Leggi, per favore, le mie poesie con la fronte distesa,
come quando vedi a teatro Timele e lo spiritoso Latino.
Il tuo giudizio può lasciar correre scherzi che non fanno male:
le poesie sono oscene, ma la mia vita è candida.
di Roberto Bianchi