Cicerone oratore

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Le sue opere esplicano di sapienza e saggezza ma offrono anche notizie fondamentali per capire la vita del tempo

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Cicerone (106 a.C.-43 a.C)

Grande oratore, ma anche politico e scrittore, studioso di filosofia divenne questore, senatore, pretore e console.

Costretto ad allontanarsi dalla politica dal triumvirato di Cesare, Pompeo e Crasso si dà allo studio e alla lettura dei classici.

Tra le sue opere spiccano le Catilinarie e le Philippicae, ma dissertò lungamente di retorica, di storia e di etica, rifacendosi ai dettami dell’Antica Grecia.

Importantissimo, tra i suoi capolavori di filosofia, abbiamo il De republica, che parla di come si dovrebbe governare un popolo e organizzare la patria.

Le sue opere esplicano di sapienza e saggezza ma offrono anche notizie fondamentali per capire la vita del tempo, dalle questioni politiche alle ore quotidiane.


Interessante è leggere come apre il De repubblica:


I ... né C. Duelio né A. Attilio né L. Metello avrebbero liberato Roma dal terrore di Cartagine, né i due Scipioni avrebbero spento col loro sangue l’incendio della seconda guerra Punica già cominciata, né quell’incendio, già alimentato da maggiori forze, sarebbe stato domato da Q. Massimo né soffocato da M. Marcello; e dalle porte di questa città P. Africano non l’avrebbe potuto respingere entro le mura dei nemici. Era bensì lecito a M. Catone, finché era ancora uomo nuovo ed ignoto, a quel M. Catone che tutti noi che abbiamo le stesse responsabilità sovrasta come un incomparabile modello di saggezza e d’energia, rimanersene piacevolmente ad oziare in Tuscolo, luogo salubre e vicino a Roma. Ed ecco che costoro lo considerano un pazzo quando lo vedono, senza alcuna necessità, ormai arrivato all’estrema vecchiaia, preferire le tempestose onde civili ad una vita perfettamente tranquilla e beatamente riposata. E non parlo neppure degli innumerevoli personaggi che contribuirono alla salvezza di Roma e non voglio neppure accennare a coloro che non sono lontani dalle memorie di questa nostra generazione, perché nessuno si lagni né a nome proprio né a nome di qualche parente per qualche nostra omissione. Mi limito soltanto a precisare che la virtù é talmente necessaria al genere umano per legge naturale e che tanto é l’amore che arde nei petti umani per la comune salute, che tutte le blandizie del piacere e dell’ozio sono vinte da quell’impulso generoso.

di Roberto Bianchi 

 

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